domenica, giugno 03, 2007

Ugly Betty, una bruttina... nemmeno tanto speciale

Quasi tutti i blogger (e quasi tutti i miei conoscenti) sono stati delusi da Ugly Betty, trovandola noiosa e prevedibile. Probabilmente le attese erano troppo alte: capita spesso quando da oltreoceano arrivano serie TV che hanno spezzato tutti i record di ascolti, magari con la benedizione della critica. A me per esempio era successo lo stesso con Desperate Housewives, ma poi, resistendo alla delusione, ho continuato a seguire la serie fino ad apprezzarla: la delusione in fondo era colpa mia, o meglio colpa dell'idea che mi ero fatta. Con Betty sapevo cosa aspettarmi perché avevo già visto le prime puntate nella versione originale.
Il problema è che molti critici (e molti blogger) hanno comunicato l'idea che Betty fosse anticonfomista perché la protagonista non è la solita ex modella, ma una ragazza semplice e bruttina, e anche il martellante battage promozionale di Italia 1 puntava su questa idea; in realtà, come dicono in America, they didn't get the point, non hanno centrato il punto. Betty è brutta, ma è buona e intelligente, perché ovviamente tutte le cozze sono intelligenti e tutte le strafig... sono stupide. Betty è l'immigrata dal cuore d'oro circondata da bianchi scorretti e profittatori, perché ovviamente tutti gli immigrati sono "moralmente" migliori dei loro colleghi occidentali. Insomma, Betty non è per niente originale, è la fiera dei vecchi clichés televisivi, ma così vecchi che non si vedevano dagli anni '80... ed è proprio quello che ci voleva. Per lo meno, è quello che ci voleva per il pubblico americano. Come avevo già detto, in tempi non sospetti, il pubblico americano si è stancato dei serial troppo complicati, che pretendono un coinvolgimento delle più sottili doti mentali (vedi X-Files, Lost, 24...) , così come del realismo estremo (Sopranos, CSI) e del politicamente scorretto (ancora Sopranos, Will & Grace), e ci avevo visto giusto dicendo che saremmo tornati verso una serialità meno "pretenziosa". Ugly Betty è il ritorno del caro vecchio confortante conformismo degli anni '80.
Pensateci bene, anche Grey's Anatomy, una vera follia collettiva negli USA fino alla scorsa stagione, si basa sugli stessi presupposti. Ma io non me la prendo con Betty perché è favola! Se è una favola, la guarderò come una favola.

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domenica, aprile 08, 2007

Ugly Betty: a giugno

Tra tutte le serie lanciate lo scorso autunno negli Stati Uniti, Ugly Betty deve essere considerata il vero successo, insieme al telefilm fanta-adolescenziale Heroes. Per la prima volta una serie TV che trova immediata fortuna presso il pubblico americano, non è un prodotto indigeno, ovvero non si tratta di una produzione all-american, dal soggetto fino al confezionamento finale. Ugly Betty ("la brutta Betty") è infatti un adattamento di "Betty la Fea" una famosissima soap-opera, venata di comicità, che da molti anni miete successo in Colombia e, sotto varie forme, rifacimenti, o scopiazzature, è stata replicata in tutti i paesi di lingua spagnola. L'impianto di base è sempre lo stesso: Betty, sciatta e bruttina, riesce ad entrare nella redazione di un'importante rivista diventando segretaria del direttore e combattendo quotidianamente contro pregiudizi e angherie di colleghi simil-omosessuali e colleghe griffate con tacco chilometrico. Se abitate nella zona giusta, potrete dare un'occhiata all'originale colombiano, sembra infatti che alcune televisioni locali italiane abbiano trasmesso e trasmettano tuttora Betty la Fea tra le tante soap opera sudamericane. Qualche mese fa, subito dopo lo scoppio del fenomeno Betty in America, si era parlato anche di una possibile versione italiana con protagonista Paola Cortellesi, ma l'idea sembra naufragata. La versione americana arriva su Mediaset a giugno. Inigo consiglia Betty a tutti: ho visto la prima puntata ed è davvero esilarante, soprattutto per noi italiani, circondati da icone della moda ridicole e arroganti che nessuno osa criticare per paura di ritorsioni.


Betty: j'adore!

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